BuddyPress, il plugin che trasforma WordPress in un Social Network

La creazione di una community online rappresenta una sfida per ogni sviluppatore: bisogna difatti offrire numerosissime possibilità di interazione fra gli utenti, comprensive di quelle che oramai sono diventate “obbligatorie”, come ad esempio la gestione di messaggi privati fra gli utenti o la personalizzazione del proprio profilo. Leggi tutto “BuddyPress, il plugin che trasforma WordPress in un Social Network”

Google Drive, la non-novità che ti aspetti da Google!

Google Drive
Il menù di Google Drive

Da qualche giorno google ha rilasciato Google Drive, ho preso qualche giorno di tempo prima di scrivere questo articolo, perchè volevo un attimo capire quali sono i suoi pro e contro.

Innanzitutto, cos’è Google Drive? 

Google Drive è uno storage online, ovvero una sorta di hard disk sempre online raggiungibile ed accessibile con un browser (Google Chrome, FireFox, Internet Explorer o Safari), o con un determinato software chiamato client. Lo spazio che Google Drive ti da a disposizione inizialmente è di 5GB totalmente gratuiti, nel caso serve più spazio, sono disponibili dei piani che arrivano ai 16TB al costo di circa 800$ al mese.
Un attimo… mi ricorda qualcosa… ah sì DropBox! E’ lo stesso strumento solo che lo spazio gratis è di 2 GB, e può essere aumentato con il meccanismo del referral, oltre ad avere dei piani a pagamento. 

Cosa fa Google Drive?

Oltre al semplice storage dei file, cosa che vi ricordo fanno anche DropBox e mille altri servizi, Drive permette anche la creazione e modifica online dei file di Documenti (Word), Presentazioni (Power Point), Fogli di lavoro (Excel), Moduli e Disegni, il tutto ovviamente con funzioni limitate rispetto alle suite per ufficio come Office o LibreOffice; più o meno come era Google Documents, infatti, Google Drive, sembra essere l’evoluzione di Google Documents. L’integrazione con Google, inoltre, permette la condivisione dei file con i nostri contatti di Gmail, la condivisione su Google+, Twitter e Facebook, la possibilità di avere un link per rendere pubblico un file, e la possibilità di ricevere commenti sui propri file pubblici.

Come gestire i file in Google Drive?

Google Drive, permette di gestire i file direttamente online tramite il browser, attraverso il proprio desktop con il client installato sul nostro pc  sotto forma di cartella scaricabile qui, oppure attraverso le app per smartphone e tablet Android. Punto dolente a sfavore di Google e che non esiste ancora un app in grado di gestire i file di Google Drive su iPhone o iPad, mentre è presente per Mac; e non esiste nemmeno la versione per Linux, cosa che Dropbox ha già da moltissimo tempo.

Personalmente ritengo che un servizio come Google Drive, deve essere cross-platform al cento per cento! Nel mio caso ad esempio ho il pc in ufficio che è un Windows (purtroppo), lo smartphone Apple (non dirò che si tratta di un iPhone 4 😉 ), il mio portatile personale per lo sviluppo di siti e applicazioni web è Linux Ubuntu, e recentemente mi sono regalato anche un tablet Android; la necessità di avere uno storage cross-platform è molto forte, e non nego che speravo un po’ in Google Drive.

Comunque, non si può fare a meno di aspettare le prossime evoluzioni di Google Drive, e vi assicuro che ce ne saranno, infatti a breve saranno disponibili le app per dispositivi iOS di Apple, io personalmente nel frattempo continuerò ad usare DropBox per avere sempre a portata di mano i miei file! 

Ah, ultima cosa, eccovi il video di presentazione di Google Drive!

 

Quanto costa realizzare un sito con WordPress?

Perché, se tu usi WordPress che è uno strumento gratuito, io devo pagarti per realizzare un sito web?

Saper scegliere gli "strumenti del mestiere" può decidere la riuscita o meno di un progetto

Quante volte mi sono sentito fare questa domanda, e quante volte ai clienti ho dato la stessa risposta: “Quello che tu paghi non è WordPress, ma è la mia esperienza e professionalità, la mia profonda conoscenza dello strumento nell’ installarlo, configurarlo, e personalizzarlo in modo tale che TU (cliente) raggiunga il tuo obbiettivo.

Segui questo ragionamento, io non sono un sarto, io sono un Web Designer, un Web Developer orientato ai social network, ma non sono un sarto. Tu adesso mi dirai che c’entra, ma continua a seguirmi nel ragionamento, mettiamo il caso che hai la necessità di acquistare un bel vestito per una cerimonia, la prima cosa che fai è guardare le vetrine, per farti un’idea, poi cominci a guardare i prezzi, per capire quanto dovrai spendere, quindi ti crei un budget, per avere un limite di spesa; dopo, e solo dopo questa prima fase, cominci a girare per mercatini, negozi, centri commerciali, boutique. Mentre giri per questi negozi, trovi diverse soluzioni che in parte ti soddisfano, c’è la soluzione che ti sta comoda, ma non te la vedi bene addosso; poi trovi quella che ti piace, ma costa tanto; in un altro negozio trovi il commesso un po’ paraculo che ti vuole vendere assolutamente qualcosa; poi trovi quello che ti sta bene addosso, è economico, ma per starci dentro devi trattenere il fiato e non fare movimenti azzardati.

Un po’ scoraggiato da tutto questo, ti fai due conti, e vedi a cosa puoi rinunciare, ma un tuo conoscente ti consiglia di rivolgerti ad un sarto, che lo ha fatto anche lui, che non ha speso molto e che il vestito che gli ha fatto era comodissimo e bello da indossare; allora chiedi al tuo amico come contattare il sarto e fissi un appuntamento. Incontri il sarto e le prime due cose che ti chiede è: che budget hai e per che cerimonia vuoi l’abito. E tu pensi “cavoli, non gli ho detto ancora cosa voglio e già mi chiede soldi?” E il sarto precisa che ha bisogno di saperlo per decidere che tipo di stoffa e che modelli può o non può proporti. Ti fa vedere quindi i suoi lavori precedenti, i vestiti che ha realizzato, tu trovi quello che ti piace, vi mettete d’accordo sul modello, il sarto prende le misure, abbozza due conti e ti dice il costo del vestito.

Tu guardi la cifra ed esclami :”Tutti quei soldi per il vestito? Ehi guarda che devi solo cucire insieme pezzi di stoffa!”

Gli ultimi ritocchi sono sempre i più importanti

Il sarto ti guarda e ti risponde: Bhè, siamo nel budget che tu mi hai detto, e poi sì, hai ragione nel dire che devo solo cucire insieme pezzi di stoffa, ma prova a farlo tu, prova a prendere dei pezzi di stoffa e a trasformarli in un vestito per cerimonia. Semplicemente ti accorgerai che è un lavoro di precisione, professionalità, e pazienza; perché dopo aver confezionato l’abito, tu verrai a provarlo, e lì vedrai la differenza, perché avrai un abito da cerimonia, che ti è stato cucito addosso, non la replica di un vestito che sta bene a qualcun altro!

Ecco, io sono COME un sarto, che cuce addosso ai vostri obbiettivi progetti web in base alle vostre esigenze, utilizzando dei modelli, impiegando tempo nel capire quali sono gli obbiettivi del cliente, cercando di rientrare nel budget, apportando mille modifiche dell’ultimo momento al progetto iniziale perché non vanno bene. Ed è per questo che anche se uso uno strumento gratuito come WordPress, il mio lavoro è comunque da pagare; provate voi ad installare WordPress e a configurarne permessi, opzioni e quant’altro! 😉

Barcamp Cultura d’Impresa 2.0 – Il barcamp della CNA di Ravenna

Lo screenshoot del sito/blog del barcamp della CNA di Ravenna Cultura d'Im

Barcamp cultura d’Impresa 2.0 – CNA Ravenna.
Il 18 Aprile va in scena il primo barcamp in Italia dedicato alla Cultura d’Impresa 2.0 organizzato e ospitato dalla CNA di Ravenna.

Una conferenza in modalità Barcamp è, in realtà, una non conferenza i cui contenuti sono decisi dai partecipanti stessi, le uniche regole sono che gli interventi devono rispondere ad un tema principale e di non occupare più di cinque minuti per intervento.

In collaborazione con la G&M Network, ho realizzato questo sito/blog basato su CMS wordpress, per cui ho costruito un template ad hoc secondo gli obbiettivi del piano di comunicazione; scritto in html5 e con CSS3, sono stati sviluppati un paio di widget su misura e la pagina di iscrizione dei relatori.

Qui subito sotto il video di presentazione del barcamp; per tutte le altre info o per vedere il mio lavoro, vi rimando all’URL del Barcamp www.ravenna.cnabarcamp.it (qui lo humans.txt)

Ravenna e dintorni – Quotidiano di notizie on line della provincia di Ravenna

Screenshot del sito ravenna e dintorni
Screenshot del sito ravenna e dintorni
Screenshot del sito ravenna e dintorni

Ravenna & Dintorni.it – Quotidiano on line di notizie della provincia di Ravenna. 
Questo portale è stato sviluppato dalla G&M Network e realizzato per il  cliente Reclam Edizioni e Comunicazione, i contenuti vengono scritti e inseriti da una redazione di giornalisti professionisti, che si occupano della cronaca dell’hinterland ravennate. 

In questo portale mi sono occupato della progettazione e dello sviluppo della grafica, del sistema di rotazione dei banner, del sistema per lasciare i commenti ad una notizia, dell’implementazione di alcuni blog e rubriche. Mi sono anche occupato della parte tecnica del SEO, ed in particolare ho scritto il codice del frontend in modalità “google friendly”, risscritto le url dell’intero portale utilizzando la tecnica del mod rewrite, ho creato una sitemap e un file robots ad hoc per incentivare le scansioni da parte dei crawler di Google, ed infine ho anche iscritto il portale alla sezione News di Google.

Potete visitare questo portale all’indirizzo http://www.ravennaedintorni.it/

BTO2011 non solo turismo, ma anche Mobile, App, Innovazione e Tecnologia

muro-applicazioni-app-storeAvevo già in mente una prima bozza di questo articolo, ma ho deciso di aspettare a pubblicarlo per integrarlo con qualche concetto che è venuto fuori dalle due giornate in BTO 2011; ed effettivamente qualcosa da aggiungere c’è. 

 

DAY ONE
Prendo spunto al panel di Marco Zamperini (aka @funkysurfer), a tratti provocatorio, che esordisce dicendo:

Su questo dispositivo (iPhone) ho oltre 400 applicazioni e non me ne faccio un cazzo!

Ok precisiamo: la tecnologia delle app e del mobile nella sua totalità è utile, quello che non è utile, e a tratti deleterio, è l’utilizzo che si sta facendo di questa tecnologia (ormai non più nuova); bisogna utilizzare con intelligenza la tecnologia che ruota attorno al mondo del mobile, ma soprattutto utilizzarla con una mente nuova, con nuove idee, perché le nuove tecnologie danno il meglio solo con le nuove idee, non serve a nulla utilizzare qualcosa di nuovo con idee da dinosauri!
E poi, non mi serve un’ App per leggermi la Gazzetta dello Sport, un’ App per leggere La Repubblica, una per leggere La Stampa; a me ne serve una per leggere i quotidiani!

A questo punto:

Ha ancora senso sviluppare App per dispositivi mobile?

La risposta è si, purché orientate a semplificarci la vita; non serve a nulla continuare a fare applicazioni che mi permettono di non fare nulla. In ambito turistico, mi servono applicazioni in grado di fare, per esempio, direttamente il check in appena metto piede all’interno della struttura, e che attraverso tecnologie già esistenti (vedi le tecnologie NFC) mi permettono di entrare direttamente nella camera che ho prenotato.

 

DAY TWO
Prendo spunto dall’appuntamento in Focus Hall della società FabApps, e dalle due chiacchiere che mi sono fatto con Lorenzo Fanti, founder di FabApps e speaker del panel, che ha illustrato come un’applicazione mobile può essere utile agli albergatori, affermando che la presenza di un albergo all’interno dell’ AppStore di Apple, incrementi la visibilità, trattando l’AppStore, di Apple, o il Marketpalce, di Android, come uno dei tanti social network esistenti.

Onestamente non mi sono trovato d’accordo perché io continuo a pensare che un albergo dovrebbe avere un sito web visibile correttamente sui dispositivi mobile; inoltre molte di queste App, non hanno la possibilità di prenotare direttamente, ma nella maggior parte dei casi, bisogna ritornare al sito web, e nel caso in cui non sia compatibile con gli smartphone, la prenotazione non sarebbe effettuabile. 
Oltre questo, c’è da dire anche che ad oggi possiamo dividere il mercato il mercato delle App  in due grossi tronconi: APPLE e ANDROID, che da sole si spartiscono il 95% circa di tutto il mercato ( per la cronaca ci sarebbero anche Symbian, BlackBerry e Windows Mobile, ma sono lontani anni luce da dai primi due); se voglio sviluppare un’applicazione per iPhone, ho bisogno di un budget di circa 3.000 €, e comunque quell’ App sviluppata rimarrebbe solo per iPhone, e quindi servirebbe svilupparne una anche per iPad; così facendo, mi taglio fuori tutto il mercato degli smartphone che usa tecnologie Android che già in America ha superato quello di Apple. Un’ App, avrebbe più senso se sviluppata per una catena di alberghi, non per un singolo albergo!

A proposito di App, Innovazione e Turismo; interessante è stato anche il panel dedicato a “Internet of  Things”, presentato da Riccardo Luna, e tenuto da Dominique Guinard, che ha spiegato di come Internet può aiutare gli albergatori facendo vivere delle esperienze migliori ai turisti, tramite la tecnologia. Ma di questo parlerò in un altro post 😉 …

Io sono un informatico

Lascio la presente come dichiarazione di intenti, così nessuno si potrà sbagliare.

1. Io sono un informatico.
O meglio, sono un Perito Industriale Capotecnico Specializzato in Informatica, questo è quello che c’è scritto sul mio diploma. Mi sono diplomato all’industriale dopo aver abbandonato il liceo scientifico al 4° anno. L’ho fatto per seguire la mia passione, l’ho fatto perché sono un informatico, e me lo sentivo sin da allora. Me lo sentivo quando sono tornato a casa un giorno e ho detto a mia madre: Io lascio il liceo, voglio essere un informatico.

2. Io sono un informatico.
E’ la mia vocazione, ci ho messo e ci metto tutti i giorni anima e corpo, da quando mi sveglio al mattino a quando vado a dormire alla sera. Mi hanno definito nerd, geek, pazzo, asociale, ma poi sono venuti da me per chiedermi come funziona l’ultimo cellulare che hanno acquistato.

3. Io sono un informatico.
E questo governo non ha nemmeno l’idea di cosa sia l’informatica, figuriamoci chiedergli cosa sia la RETE. L’Internet che conoscono loro è quello di YouPorn, o di altri siti del genere che visitano mentre dovrebbero essere li a  governarci come dei veri politici.

4. Io sono un informatico.
E questo governo non ha ancora capito che è su queste nuove professioni che deve puntare se vuole VERAMENTE rialzare questo paese ormai in coma. Il futuro si costruisce nelle università, nelle scuole, nei laboratori di ricerca, quindi invece di salvare le banche, perché non salviamo la scuola?

5. Io sono un informatico.
E il governo italiano pensa ancora che il Ponte sullo Stretto sia una grande opera per risollevare le sorti di questo paese… Niente di più sbagliato, la Banda Larga è la vera e unica grande opera. Perché alla Fibra Ottica non c’è alternativa, è stato dimostrato, da uno studio della Banca Mondiale  pubblicato su Wired, n.21 novembre 2011, che per ogni 10% di incremento della Banda Larga, il Pil (che sarebbe il Prodotto Interno Lordo) pro capite aumenta del 1.21%, ma questi conti per i nostri politici sono molto difficili (stiamo parlando di un aumento del 12% del PIL nazionale per chi non è pratico di matematica ^_^).

6. Io sono un informatico.
E mi incazzo quando vedo scritto sui giornali che il governo vuole AMMAZZARE i blog perché non sanno come arrivare a censurarli, ma  lì capisco che vuole ammazzare anche me… che ci provino.

7. Io sono un informatico.
E a 150 anni dall’Unità d’Italia, gli italiani non hanno ancora capito che la televisione distrugge il cervello, e che la vera informazione libera è quella della RETE, quella di Internet, perché è senza censura, senza vincoli politici, e fatta da veri giornalisti, che credono nella meritocrazia, non nella mignottocrazia!

8. Io sono un informatico.
Mi occupo principalmente di Web, e da un po’ di tempo a questa parte di web 2.0; e per essere al livello dei miei collegi internazionali devo lavorare il doppio, perché loro hanno tecnologie Cloud, fibra ottica, e leggi migliori che valorizzano il lavoro, mentre io navigo ancora sul doppino telefonico in rame e faccio parte del 42° paese al mondo in termini di velocità di connessione… Ci metto il doppio del tempo, il doppio della fatica, il doppio dei sacrifici, ma mi piace, perché quando li raggiungerò, sarò ad un livello più alto del loro!

9. Io sono un informatico.
Il mio lavoro non è mai uguale al precedente, il web cambia, le tecnologie crescono. E se qualcuno pensa che ho finito di studiare quando ho preso il diploma, si sbaglia di grosso! Un informatico che si rispetti è quello che sceglie di restare sveglio tutta la notte, se è necessario, per capire come risolvere un problema, e come scrivere quel benedetto codice sorgente non per soddisfare le richieste del cliente, ma per soddisfare se stesso, per dire ce l’ho fatta; anche se alle volte il vero problema è tra il monitor e la sedia (e non mi riferisco ne alla tastiera ne al mouse)!

10. Io sono un informatico.
E ne sono orgoglioso. 

Se ho dimneticato qualche altro motivo per essere orgoglioso di essere un informatico, scrivilo nei commenti.