Pinstagram, ovvero un velo di Pinterest nel tuo Instagram

Pinstagram, un piccolo Pinterest nel tuo Instagram! 
Pinstagram non è un nuovo social network, ma la fusione del layout di Pinterest con le foto pseudo-vintage di Instagram, più che un social network, io lo definisco un “social mashup”. Questa è la strabiliante idea di Brandon Leonardo  e Pek Pongpaet che in un solo weekend, hanno costruito la piattaforma social di Pinstagram.

Usare Pinstagram è molto semplice, basta andare sul sito pinstagram.co (tranquilli, è scritto correttamente .co), ed effettuare il login con i dati di Istagram. Da qui in poi entrano in gioco i meccanismi e il layout di Pinterest, infatti potremo pinnare e repinnare le foto dei nostri contatti di Instagram sulla nostra bacheca personale di Pinterest. 

Per dirla tutta, Pinstagram è talmente cool che è più facile usarlo che spiegarlo! Eccovi il link corretto per usare INSTAGRAM con il layout di PINTEREST clicca su http://pinstagram.co/!

Quanto costa realizzare un sito con WordPress?

Perché, se tu usi WordPress che è uno strumento gratuito, io devo pagarti per realizzare un sito web?

Saper scegliere gli "strumenti del mestiere" può decidere la riuscita o meno di un progetto

Quante volte mi sono sentito fare questa domanda, e quante volte ai clienti ho dato la stessa risposta: “Quello che tu paghi non è WordPress, ma è la mia esperienza e professionalità, la mia profonda conoscenza dello strumento nell’ installarlo, configurarlo, e personalizzarlo in modo tale che TU (cliente) raggiunga il tuo obbiettivo.

Segui questo ragionamento, io non sono un sarto, io sono un Web Designer, un Web Developer orientato ai social network, ma non sono un sarto. Tu adesso mi dirai che c’entra, ma continua a seguirmi nel ragionamento, mettiamo il caso che hai la necessità di acquistare un bel vestito per una cerimonia, la prima cosa che fai è guardare le vetrine, per farti un’idea, poi cominci a guardare i prezzi, per capire quanto dovrai spendere, quindi ti crei un budget, per avere un limite di spesa; dopo, e solo dopo questa prima fase, cominci a girare per mercatini, negozi, centri commerciali, boutique. Mentre giri per questi negozi, trovi diverse soluzioni che in parte ti soddisfano, c’è la soluzione che ti sta comoda, ma non te la vedi bene addosso; poi trovi quella che ti piace, ma costa tanto; in un altro negozio trovi il commesso un po’ paraculo che ti vuole vendere assolutamente qualcosa; poi trovi quello che ti sta bene addosso, è economico, ma per starci dentro devi trattenere il fiato e non fare movimenti azzardati.

Un po’ scoraggiato da tutto questo, ti fai due conti, e vedi a cosa puoi rinunciare, ma un tuo conoscente ti consiglia di rivolgerti ad un sarto, che lo ha fatto anche lui, che non ha speso molto e che il vestito che gli ha fatto era comodissimo e bello da indossare; allora chiedi al tuo amico come contattare il sarto e fissi un appuntamento. Incontri il sarto e le prime due cose che ti chiede è: che budget hai e per che cerimonia vuoi l’abito. E tu pensi “cavoli, non gli ho detto ancora cosa voglio e già mi chiede soldi?” E il sarto precisa che ha bisogno di saperlo per decidere che tipo di stoffa e che modelli può o non può proporti. Ti fa vedere quindi i suoi lavori precedenti, i vestiti che ha realizzato, tu trovi quello che ti piace, vi mettete d’accordo sul modello, il sarto prende le misure, abbozza due conti e ti dice il costo del vestito.

Tu guardi la cifra ed esclami :”Tutti quei soldi per il vestito? Ehi guarda che devi solo cucire insieme pezzi di stoffa!”

Gli ultimi ritocchi sono sempre i più importanti

Il sarto ti guarda e ti risponde: Bhè, siamo nel budget che tu mi hai detto, e poi sì, hai ragione nel dire che devo solo cucire insieme pezzi di stoffa, ma prova a farlo tu, prova a prendere dei pezzi di stoffa e a trasformarli in un vestito per cerimonia. Semplicemente ti accorgerai che è un lavoro di precisione, professionalità, e pazienza; perché dopo aver confezionato l’abito, tu verrai a provarlo, e lì vedrai la differenza, perché avrai un abito da cerimonia, che ti è stato cucito addosso, non la replica di un vestito che sta bene a qualcun altro!

Ecco, io sono COME un sarto, che cuce addosso ai vostri obbiettivi progetti web in base alle vostre esigenze, utilizzando dei modelli, impiegando tempo nel capire quali sono gli obbiettivi del cliente, cercando di rientrare nel budget, apportando mille modifiche dell’ultimo momento al progetto iniziale perché non vanno bene. Ed è per questo che anche se uso uno strumento gratuito come WordPress, il mio lavoro è comunque da pagare; provate voi ad installare WordPress e a configurarne permessi, opzioni e quant’altro! 😉

Barcamp Cultura d’Impresa 2.0 – Il barcamp della CNA di Ravenna

Lo screenshoot del sito/blog del barcamp della CNA di Ravenna Cultura d'Im

Barcamp cultura d’Impresa 2.0 – CNA Ravenna.
Il 18 Aprile va in scena il primo barcamp in Italia dedicato alla Cultura d’Impresa 2.0 organizzato e ospitato dalla CNA di Ravenna.

Una conferenza in modalità Barcamp è, in realtà, una non conferenza i cui contenuti sono decisi dai partecipanti stessi, le uniche regole sono che gli interventi devono rispondere ad un tema principale e di non occupare più di cinque minuti per intervento.

In collaborazione con la G&M Network, ho realizzato questo sito/blog basato su CMS wordpress, per cui ho costruito un template ad hoc secondo gli obbiettivi del piano di comunicazione; scritto in html5 e con CSS3, sono stati sviluppati un paio di widget su misura e la pagina di iscrizione dei relatori.

Qui subito sotto il video di presentazione del barcamp; per tutte le altre info o per vedere il mio lavoro, vi rimando all’URL del Barcamp www.ravenna.cnabarcamp.it (qui lo humans.txt)

Social vintage advertising: facebook, twitter, youtube e skype pubblicizzati negli anni trenta!

Metti una campagna virale di social media marketing, un’agenzia pubblicitaria brasiliana (la MOMA PROPAGANDA di San Paolo in Brasile), aggiungi un concorso come il MAXI MIDIA, un’idea vintage sui social network e il gioco è fatto!

L’agenzia ha quindi creato la campagna MaxiMidia Vintage Ads, realizzando le quattro locandine qui sotto che pubblicizzano Facebook, Twitter, Youtube e Skype; al sito http://www.maximidiavintageads.com/ è possibile scaricarle ad alta risoluzione pronte per essere stampate.

 

Un idea niente male, non c’è che dire, tanto da scatenare una vera e propria  “Corsa al Vintage”. Su questa scia, sono stati creati anche video di come sarebbero stati i social network e altri siti di successo oggi, negli anni 80 e 90.

 

Facebook:

 

Twitter:

 

Ovviamente non poteva mancare GOOGLE:

 

Ed anche Angry Birds:

BTO2011 non solo turismo, ma anche Mobile, App, Innovazione e Tecnologia

muro-applicazioni-app-storeAvevo già in mente una prima bozza di questo articolo, ma ho deciso di aspettare a pubblicarlo per integrarlo con qualche concetto che è venuto fuori dalle due giornate in BTO 2011; ed effettivamente qualcosa da aggiungere c’è. 

 

DAY ONE
Prendo spunto al panel di Marco Zamperini (aka @funkysurfer), a tratti provocatorio, che esordisce dicendo:

Su questo dispositivo (iPhone) ho oltre 400 applicazioni e non me ne faccio un cazzo!

Ok precisiamo: la tecnologia delle app e del mobile nella sua totalità è utile, quello che non è utile, e a tratti deleterio, è l’utilizzo che si sta facendo di questa tecnologia (ormai non più nuova); bisogna utilizzare con intelligenza la tecnologia che ruota attorno al mondo del mobile, ma soprattutto utilizzarla con una mente nuova, con nuove idee, perché le nuove tecnologie danno il meglio solo con le nuove idee, non serve a nulla utilizzare qualcosa di nuovo con idee da dinosauri!
E poi, non mi serve un’ App per leggermi la Gazzetta dello Sport, un’ App per leggere La Repubblica, una per leggere La Stampa; a me ne serve una per leggere i quotidiani!

A questo punto:

Ha ancora senso sviluppare App per dispositivi mobile?

La risposta è si, purché orientate a semplificarci la vita; non serve a nulla continuare a fare applicazioni che mi permettono di non fare nulla. In ambito turistico, mi servono applicazioni in grado di fare, per esempio, direttamente il check in appena metto piede all’interno della struttura, e che attraverso tecnologie già esistenti (vedi le tecnologie NFC) mi permettono di entrare direttamente nella camera che ho prenotato.

 

DAY TWO
Prendo spunto dall’appuntamento in Focus Hall della società FabApps, e dalle due chiacchiere che mi sono fatto con Lorenzo Fanti, founder di FabApps e speaker del panel, che ha illustrato come un’applicazione mobile può essere utile agli albergatori, affermando che la presenza di un albergo all’interno dell’ AppStore di Apple, incrementi la visibilità, trattando l’AppStore, di Apple, o il Marketpalce, di Android, come uno dei tanti social network esistenti.

Onestamente non mi sono trovato d’accordo perché io continuo a pensare che un albergo dovrebbe avere un sito web visibile correttamente sui dispositivi mobile; inoltre molte di queste App, non hanno la possibilità di prenotare direttamente, ma nella maggior parte dei casi, bisogna ritornare al sito web, e nel caso in cui non sia compatibile con gli smartphone, la prenotazione non sarebbe effettuabile. 
Oltre questo, c’è da dire anche che ad oggi possiamo dividere il mercato il mercato delle App  in due grossi tronconi: APPLE e ANDROID, che da sole si spartiscono il 95% circa di tutto il mercato ( per la cronaca ci sarebbero anche Symbian, BlackBerry e Windows Mobile, ma sono lontani anni luce da dai primi due); se voglio sviluppare un’applicazione per iPhone, ho bisogno di un budget di circa 3.000 €, e comunque quell’ App sviluppata rimarrebbe solo per iPhone, e quindi servirebbe svilupparne una anche per iPad; così facendo, mi taglio fuori tutto il mercato degli smartphone che usa tecnologie Android che già in America ha superato quello di Apple. Un’ App, avrebbe più senso se sviluppata per una catena di alberghi, non per un singolo albergo!

A proposito di App, Innovazione e Turismo; interessante è stato anche il panel dedicato a “Internet of  Things”, presentato da Riccardo Luna, e tenuto da Dominique Guinard, che ha spiegato di come Internet può aiutare gli albergatori facendo vivere delle esperienze migliori ai turisti, tramite la tecnologia. Ma di questo parlerò in un altro post 😉 …

www.ravennafuturelessons.it – Ravenna Future Lessons 2011

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Lo screenshoot del sito Ravenna Future Lessons

Da giovedì 20 a sabato 22 ottobre 2011 si tiene alla Casa Matha di Ravenna la seconda edizione di “Ravenna Future Lessons – Conferenze per i giovani che si confrontano con il futuro“, una manifestazione patrocinata dalla Provincia di Ravenna e dal Comune di Ravenna organizzata dallo Studio Giaccardi e Associati di Ravenna, in associazione con la Camera di Commercio di Ravenna, Confindustria Ravennae la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Tra i partner tecnici c’è anche la G&M Network Srl di cui faccio parte, e con la quale, per l’evento, ho sviluppato il progetto grafico e la sidebar di destra contenente i loghi delle collaborazioni e dei patrocini, e assemblato il tutto con il CMS WordPress. Mi sono occupato anche dell’installazione e configurazione dei plug-in per il SEO, per la geolocalizzazione (google Maps), le integrazioni con i Social (in particolare Twitter).

L’indirizzo del sito è www.ravennafuturelessons.it e qui il link per il file humans.txt