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Il blog di un web 2.0 designer & developer

Mi rifaccio il blog!

Sto rifacendo  la grafica del mio blog, se vieni a trovarmi fra qualche giorno, vedrai  il frutto del mio sudore 😉
Ho in mente tante novità che ti racconterò più in la nel tempo; avrò anche bisogno di te, risolverò i tuoi  dubbi e risponderò  alle tue domande; e se vorrai ti darò i consigli che mi chiederai!
Occhio, potrebbe scapparci anche qualche tutorial!

BTO2011 non solo turismo, ma anche Mobile, App, Innovazione e Tecnologia

muro-applicazioni-app-storeAvevo già in mente una prima bozza di questo articolo, ma ho deciso di aspettare a pubblicarlo per integrarlo con qualche concetto che è venuto fuori dalle due giornate in BTO 2011; ed effettivamente qualcosa da aggiungere c’è. 

 

DAY ONE
Prendo spunto al panel di Marco Zamperini (aka @funkysurfer), a tratti provocatorio, che esordisce dicendo:

Su questo dispositivo (iPhone) ho oltre 400 applicazioni e non me ne faccio un cazzo!

Ok precisiamo: la tecnologia delle app e del mobile nella sua totalità è utile, quello che non è utile, e a tratti deleterio, è l’utilizzo che si sta facendo di questa tecnologia (ormai non più nuova); bisogna utilizzare con intelligenza la tecnologia che ruota attorno al mondo del mobile, ma soprattutto utilizzarla con una mente nuova, con nuove idee, perché le nuove tecnologie danno il meglio solo con le nuove idee, non serve a nulla utilizzare qualcosa di nuovo con idee da dinosauri!
E poi, non mi serve un’ App per leggermi la Gazzetta dello Sport, un’ App per leggere La Repubblica, una per leggere La Stampa; a me ne serve una per leggere i quotidiani!

A questo punto:

Ha ancora senso sviluppare App per dispositivi mobile?

La risposta è si, purché orientate a semplificarci la vita; non serve a nulla continuare a fare applicazioni che mi permettono di non fare nulla. In ambito turistico, mi servono applicazioni in grado di fare, per esempio, direttamente il check in appena metto piede all’interno della struttura, e che attraverso tecnologie già esistenti (vedi le tecnologie NFC) mi permettono di entrare direttamente nella camera che ho prenotato.

 

DAY TWO
Prendo spunto dall’appuntamento in Focus Hall della società FabApps, e dalle due chiacchiere che mi sono fatto con Lorenzo Fanti, founder di FabApps e speaker del panel, che ha illustrato come un’applicazione mobile può essere utile agli albergatori, affermando che la presenza di un albergo all’interno dell’ AppStore di Apple, incrementi la visibilità, trattando l’AppStore, di Apple, o il Marketpalce, di Android, come uno dei tanti social network esistenti.

Onestamente non mi sono trovato d’accordo perché io continuo a pensare che un albergo dovrebbe avere un sito web visibile correttamente sui dispositivi mobile; inoltre molte di queste App, non hanno la possibilità di prenotare direttamente, ma nella maggior parte dei casi, bisogna ritornare al sito web, e nel caso in cui non sia compatibile con gli smartphone, la prenotazione non sarebbe effettuabile. 
Oltre questo, c’è da dire anche che ad oggi possiamo dividere il mercato il mercato delle App  in due grossi tronconi: APPLE e ANDROID, che da sole si spartiscono il 95% circa di tutto il mercato ( per la cronaca ci sarebbero anche Symbian, BlackBerry e Windows Mobile, ma sono lontani anni luce da dai primi due); se voglio sviluppare un’applicazione per iPhone, ho bisogno di un budget di circa 3.000 €, e comunque quell’ App sviluppata rimarrebbe solo per iPhone, e quindi servirebbe svilupparne una anche per iPad; così facendo, mi taglio fuori tutto il mercato degli smartphone che usa tecnologie Android che già in America ha superato quello di Apple. Un’ App, avrebbe più senso se sviluppata per una catena di alberghi, non per un singolo albergo!

A proposito di App, Innovazione e Turismo; interessante è stato anche il panel dedicato a “Internet of  Things”, presentato da Riccardo Luna, e tenuto da Dominique Guinard, che ha spiegato di come Internet può aiutare gli albergatori facendo vivere delle esperienze migliori ai turisti, tramite la tecnologia. Ma di questo parlerò in un altro post 😉 …

Io sono un informatico

Lascio la presente come dichiarazione di intenti, così nessuno si potrà sbagliare.

1. Io sono un informatico.
O meglio, sono un Perito Industriale Capotecnico Specializzato in Informatica, questo è quello che c’è scritto sul mio diploma. Mi sono diplomato all’industriale dopo aver abbandonato il liceo scientifico al 4° anno. L’ho fatto per seguire la mia passione, l’ho fatto perché sono un informatico, e me lo sentivo sin da allora. Me lo sentivo quando sono tornato a casa un giorno e ho detto a mia madre: Io lascio il liceo, voglio essere un informatico.

2. Io sono un informatico.
E’ la mia vocazione, ci ho messo e ci metto tutti i giorni anima e corpo, da quando mi sveglio al mattino a quando vado a dormire alla sera. Mi hanno definito nerd, geek, pazzo, asociale, ma poi sono venuti da me per chiedermi come funziona l’ultimo cellulare che hanno acquistato.

3. Io sono un informatico.
E questo governo non ha nemmeno l’idea di cosa sia l’informatica, figuriamoci chiedergli cosa sia la RETE. L’Internet che conoscono loro è quello di YouPorn, o di altri siti del genere che visitano mentre dovrebbero essere li a  governarci come dei veri politici.

4. Io sono un informatico.
E questo governo non ha ancora capito che è su queste nuove professioni che deve puntare se vuole VERAMENTE rialzare questo paese ormai in coma. Il futuro si costruisce nelle università, nelle scuole, nei laboratori di ricerca, quindi invece di salvare le banche, perché non salviamo la scuola?

5. Io sono un informatico.
E il governo italiano pensa ancora che il Ponte sullo Stretto sia una grande opera per risollevare le sorti di questo paese… Niente di più sbagliato, la Banda Larga è la vera e unica grande opera. Perché alla Fibra Ottica non c’è alternativa, è stato dimostrato, da uno studio della Banca Mondiale  pubblicato su Wired, n.21 novembre 2011, che per ogni 10% di incremento della Banda Larga, il Pil (che sarebbe il Prodotto Interno Lordo) pro capite aumenta del 1.21%, ma questi conti per i nostri politici sono molto difficili (stiamo parlando di un aumento del 12% del PIL nazionale per chi non è pratico di matematica ^_^).

6. Io sono un informatico.
E mi incazzo quando vedo scritto sui giornali che il governo vuole AMMAZZARE i blog perché non sanno come arrivare a censurarli, ma  lì capisco che vuole ammazzare anche me… che ci provino.

7. Io sono un informatico.
E a 150 anni dall’Unità d’Italia, gli italiani non hanno ancora capito che la televisione distrugge il cervello, e che la vera informazione libera è quella della RETE, quella di Internet, perché è senza censura, senza vincoli politici, e fatta da veri giornalisti, che credono nella meritocrazia, non nella mignottocrazia!

8. Io sono un informatico.
Mi occupo principalmente di Web, e da un po’ di tempo a questa parte di web 2.0; e per essere al livello dei miei collegi internazionali devo lavorare il doppio, perché loro hanno tecnologie Cloud, fibra ottica, e leggi migliori che valorizzano il lavoro, mentre io navigo ancora sul doppino telefonico in rame e faccio parte del 42° paese al mondo in termini di velocità di connessione… Ci metto il doppio del tempo, il doppio della fatica, il doppio dei sacrifici, ma mi piace, perché quando li raggiungerò, sarò ad un livello più alto del loro!

9. Io sono un informatico.
Il mio lavoro non è mai uguale al precedente, il web cambia, le tecnologie crescono. E se qualcuno pensa che ho finito di studiare quando ho preso il diploma, si sbaglia di grosso! Un informatico che si rispetti è quello che sceglie di restare sveglio tutta la notte, se è necessario, per capire come risolvere un problema, e come scrivere quel benedetto codice sorgente non per soddisfare le richieste del cliente, ma per soddisfare se stesso, per dire ce l’ho fatta; anche se alle volte il vero problema è tra il monitor e la sedia (e non mi riferisco ne alla tastiera ne al mouse)!

10. Io sono un informatico.
E ne sono orgoglioso. 

Se ho dimneticato qualche altro motivo per essere orgoglioso di essere un informatico, scrivilo nei commenti.

Infografica: Internet ieri e oggi; 1996 e 2011 a confronto

Io nel 1996 (avevo 12 anni) mi ero appena avvicinato al mondo dell’informatica, e ignoravo quasi del tutto l’esistenza di Internet, senza sapere che era un mondo già formato. Prendo spunto da questa infografica pubblicata dal sito mashable.com, per porgere anche a voi la domanda con cui si apre il post: E voi dov’eravate nel 1996? E’ bello vedere come, in 15 anni, Internet si è evoluto; gli utenti che ne fanno parte sono cresciuti di quasi dodici volte (solo in America, senza contare l’Europa e l’Asia), infatti si passa dai 20 Milioni di utenti del 1996 ai quasi 245 Milioni di utenti del 2011. L’altro dato importate che deve far riflettere è il tempo trascorso su internet, dai 30 minuti al mese circa per utente, alle 27 ore circa per utente. Potete trovare l’articolo originale a questo indirizzo: http://mashable.com/2011/09/09/internet-yesterday-today/

infografica-internet-ieri-e-oggi-1996-vs-2011