Mese: marzo 2011

“Ridiamo il Web agli umani” ecco l’iniziativa di Humans.text.org

humans-logoChiunque si occupa di SEO conosce l’importanza del file robots.txt, che viene inserito nella root del sito web, per regolare l’accesso dei crawler dei motori di ricerca; Humanstxt.org si propone di far conoscere le PERSONE che lavorano dietro le quinte di un sito web, menzionando sviluppatori, designer, webmaster, SEO, copywriter e chiunque altro lavori ad un determinato sito web.

La mia impresa on line – Crea il tuo sito GRATIS… ma ne siamo sicuri?

Il logo de La mia impresa on-lineDa qualche mese a questa parte sento parlare di una serie di servizi web che creano siti internet al costo di pochi euro, mensili o annuali, o addirittura in maniera “gratuita”. Ultimo di questa serie è “LA MIA IMPRESA ONLINE”, un progetto nato dalla collaborazione di partner come Paginegialle.it, Google, Register.it e PosteItaliane; che si offre di dare un servizio di hosting, un sito precostruito e quindi solo da personalizzare, la pubblicità su Google con Google Adsense, un e-commerce totalmente a titolo gratuito! O almeno così dicono loro; infatti sul loro sito e’è scritto:

Lamiaimpresaonline.it è un servizio totalmente gratuito grazie alle risorse che hanno investito i partner. Abbiamo pensato fosse essenziale creare degli strumenti gratuiti per dare la possibilità a tutte le imprese italiane di andare su Internet, indipendentemente dal budget a disposizione. [http://www.lamiaimpresaonline.it/chisiamo]

peccato, o per fortuna, che subito dopo c’è scritto:

Alla fine del primo anno di prova gratuito, non c’è nessun obbligo di rinnovo. Tuttavia, per chi deciderà di continuare ad usufruire dei nostri servizi, il costo del dominio, del servizio di hosting e della piattaforma per la gestione del sito ammonterà a massimo 25€ al mese, comprensivo di accesso alle statistiche del sito. Qualora si decida di rinunciare all’accesso alle statistiche, il costo del servizio sarà di massimo 19€ al mese. Per l’e-commerce, alla fine dei primi 3 mesi di attivazione gratuiti, il costo sarà di 67,5€  a trimestre. [http://www.lamiaimpresaonline.it/chisiamo]

facendo una rapida botta di conti vediamo che: il solo sito avrà un costo annuo oscillante tra i 228€ e i 300€ senza l’e-commerce, mentre, se vogliamo dotarci anche dell’e-commerce la spesa sale dai 498€ ai 570€ all’anno! Meno male che era gratis! Tenendo ovviamente presente che il solo sito è gratis per un anno, la pubblicità su google è un coupon da 100€ che google mette a disposizione da consumare nell’arco dell’anno, e che l’e-commerce è gratis solo per i primi 3 mesi del servizio. Ma mettiamo il caso che questi costi siano accettati dai probabili clienti, che servizio si trovano di fronte? Quasi sicuramente un prodotto scadente, in quanto si tratta di un prodotto uguale per tutti, quindi poco personalizzabile, e chiunque si occupi di web desining o di grafica web, sa che un sito web deve essere graficamente in linea con quelli che sono i colori di un logo o della azienda stessa, per far si che si distingua (appunto) dalla massa e dalla moltitudine di siti simili e di competitor. Un progetto simile è stato intrapreso in Inghilterra, e potete vederlo all’indirizzo Getting British Buisiness Online, anche questo sponsorizzato da Google, e terminato con un totale fallimento, inoltre, le web agency inglesi sono ancora la, così come i web designer freelance (categoria di cui anche io faccio parte). Potremmo utilizzare tranquillamente questo “servizio” come esempio per siti da NON realizzare, soprattutto se i casi di successo sono siti come http://www.sardiniafarm.com/ di cui non ho nulla a che dire dal punto di vista dei contenuti, ma dal punto di vista grafico, e a livello di codice, potrei scrivere intere enciclopedie. Giusto per la cronaca, i casi di successo pubblicati sul sito lamiaimpresaonline.it sono quelli della ricerca Fattore Internet, pubblicizzata e sponsorizzata da Google,  e che non hanno niente a vedere con l’uso del “servizio” lamiaimpresaonline.it. Vi lascio con il video dello spot, e con una massima che mia madre continua imperterrita a ripetermi: “Nessuno regala nulla, e sopratutto nessuno fa niente per niente”.

Come HTML5 può aiutare il posizionamento seo di un sito web.

Il logo di HTML5Se è vero che google sposta le sue ricerche verso una tipologia “user-content”, più basata sui contenuti che sul contenitore, allora le nuove specifiche dell’HTML5 serviranno tantissimo. Anzi, a dirla tutta, servono già da oggi.

Una delle novità dell’HTML5 sono i TAG SEMANTICI

  • <header>
  • <footer>
  • <section>
  • <article>
  • <aside>
  • <nav>

Grazie quindi a questi nuovi tag possiamo avere una nuova tipologia di content model che possiamo chiamare ‘sectioning content‘. Ma cosa hanno adesso di tanto particolare questi tag da modificare il content model? Partiamo dal tag <HEADER>: questo tag contiene in genere l’intestazione del documento o il titolo, ed eventuale sottotitolo, della sezione che andiamo a scrivere, non influisce direttamente sul sectioning content; in un’ottica strutturale, può contenere i tag <h*> e anche i tag per la navigazione. Il tag <FOOTER> serve a contenere informazioni sulla sezione che lo contiene (copyright, autore, collegamenti correlati…), può contenere altre sezioni (<SECTION>) come appendici, note o altro; possono essere presenti anche più <FOOTER> all’interno di uno stesso elemento; quindi, questo tag non viene posizionato solo alla fine di un documento, come invece si può pensare. Uno dei tag HTML5 più importanti per la semantica web è il tag <SECTION> in quanto individua un raggruppamento tematico di contenuti , può contenere un titolo introduttivo proprio, non va sostituito al tag <DIV> per impostare graficamente la pagina; e non va a sostituire il tag <ARTICLE>. L’altro tag HTML5 importante dal punto di vista semantico è, appunto, il tag <ARTICLE>, che rappresenta una vera e propria sezione autonoma di un documento, ed è una parte ripubblicabile (interamente o in parte) in diverse pagine; nel caso di un blog,  possiamo definire l’elemento <ARTICLE> come un post, in cui possiamo anche decidere di pubblicare altri <ARTICLE>come articoli correlati al principale o commenti del principale, così da avere degli <ARTICLE> nidificati. Anche qui il tag <ARTICLE> non va a sostituire il <SECTION> anzi, questi due tag, non sono indipendenti l’uno dall’altro, in un documento possiamo avere sia un <ARTICLE> dentro un <SECTION> che viceversa. Un’altro tag dei sectioning content è il tag <ASIDE> che può rappresentare una parte di un documento che racchiude informazioni marginali, ma comunque correlate al contenuto della pagina, che possono essere considerate distinte; sempre nel caso di un blog, una sidebar laterale. Ultimo, ma non meno importante tra i tag semantici di HTML5, è il tag <NAV> che in sostanza contiene i link di navigazione; anche questo elemento, come il tag <HEADER, non va a sostituire i tag come <UL> o <OL>, bensì li racchiude; inoltre breadcumb e link a piè di pagina non devono essere inseriti nel tag <NAV> in quanto non contengono link principali. Per intenderci i link principali sono quelli contenuti nei grandi blocchi di navigazione come <HEADER> o <SECTION>. Qui di seguito una struttura ipotetica con i nuovi tag html5

struttura-html5

L’altra novità che lega SEO e HTML5 sono i “MICRODATA”.

I microdata sono pezzi di codice per i motori di ricerca che “etichettano”  un contenuto per descrivere un tipo specifico di informazione come, per esempio, informazioni su persone, eventi, o recensioni. Ogni tipo di informazione descrive uno specifico tipo di oggetto, come appunto una persona, un evento, o una recensione. I parametri fondamentali per i microdata sono 3: “itemscope” (che definisce un’oggetto), “itemtype” (che definisce una persona, o un evento, una recensione), “itemprop” (che definisce una proprietà dell’oggetto). Un esempio di microdata semplice è:

<div itemscope itemtype=”http://data-vocabulary.org/Person”>Mi chiamo <span itemprop=”name”>Vito Antonio Lioce</span> potete trovarmi come <span itemprop=”nickname”>vitolioce</sapn> su molti social network (come twitter ad esempio). Questo è il mio blog: <a href=”http://www.vitolioce.it” itemprop=”url”>www.vitolioce.it</a>; io sono un <span itemprop=”role”>Web developer – Libero Professionista</span></div>

esempio di rich-snippet

ATTENZIONE: per utilizzare i microdata abbiamo bisogno di collegarci ad un “vocabolario” che contiene le proprietà del nostro oggetto. In questo esempio ho utilizzato l’oggetto itemscope definendolo come persona (http://data-vocabulary.org/Person), dicendo che mi chiamo Vito Antonio Lioce, che il mio nickname è vitolioce, l’URL del mio blog è http://www.vitolioce.it, e che sono un Web Developer. Esistono altri tipi di vocabolari, come per le recensioni (Review), prodotti (Product), eventi (Event) e organizzazioni (Organization); ognuno che definisce proprietà differenti.